Roma, 9 nov – “Questo è un risultato importante per noi, perché il collegamento a 200 Gigabit per secondo alle reti nazionali di calcolo scientifico permette ora al CNAF dell’INFN di sfruttare appieno le proprie risorse di calcolo e storage in ambito internazionale, favorendo così lo sviluppo di modelli di calcolo distribuito ad alte prestazioni su scala globale”, spiega Stefano Zani, responsabile della rete del CNAF. “Questa grande ampiezza di banda – prosegue Zani – consente al CNAF un’integrazione sempre più stretta con il CERN e lo pone, in termini di connettività, allo stesso livello dei più importanti centri di calcolo scientifico americani, come il Fermilab e il Brookhaven National Laboratory”.
Ricerca e innovazione sono le parole guida di questo traguardo, cui si è arrivati mettendo a frutto i risultati della sperimentazione GARR sulle “lambda aliene”. La tecnica è così chiamata perché rende possibile il trasporto dei segnali luminosi su una piattaforma ottica diversa da quella che li ha generati e permette di far parlare tra loro apparati differenti, massimizzando le prestazioni. In questo modo è stato possibile incrementare la capacità della rete in poco tempo e con costi decisamente marginali in quanto non è stato necessario aggiornare tutti gli apparati lungo l’infrastruttura.
La sinergia all’insegna dell’innovazione tecnologica tra GARR e INFN non si ferma qui perché già si sta lavorando ai prossimi passi che vanno in direzione del raddoppio del collegamento internazionale con il CERN di Ginevra e verso il cosiddetto “Data Lake”, ovvero un data storage distribuito su scala geografica dove i dati possano essere “pescati” indipendentemente dal posto in cui verranno poi elaborati.
(BIG ITALY / red)