(9 novembre 2018) Con 32 si e 30 no il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega che prevede di premiare i Comuni che per la cura del verde pubblico non si avvalgono delle prestazioni volontarie degli immigrati in attesa del permesso di soggiorno. La motivazione è che i giardini devono essere curati dai professionisti del settore, non da associazioni di volontariato o dai richiedenti asilo. Come ha osservato Giuliano Cazzola sul Diario del Lavoro, con questo voto “si trasforma in un attentato all’economia nazionale e al lavoro degli italiani, la raccolta di preservativi, lattine, avanzi di cibo, bottiglie di plastica nei parchi pubblici da parte di immigrati ”.
In attesa di vedere quanti professionisti lombardi del settore florovivaistico si faranno avanti per riempire il vuoto lasciato dai richiedenti asilo, segnaliamo che in molti comuni italiani si va invece e per fortuna affermando il modello opposto, che consiste nel togliere i migranti dalla strada per utilizzarli in attività di volontariato. L’ultimo caso segnalato dai giornali è quello di Montesilvano, comune abruzzese di 55 mila abitanti con una giunta di centrodestra e un sindaco noto per la fermezza con cui in passato aveva chiesto e ottenuto lo sgombero di alcuni edifici occupati abusivamente dagli extracomunitari. Ora a Montesilvano, grazie allo stesso sindaco, sono stati inaugurati una serie di progetti per l’integrazione dei migranti. Nella cittadina ci sono più di cento richiedenti asilo che si occupano del verde pubblico, della pulizia delle strade, dei servizi cimiteriali e dell’assistenza sugli scuolabus. Il sindaco si chiama Francesco Maragno, ha 46 anni ed è ispettore della Guardia di Finanza. Quando sgomberava gli davano del fascista, ora che ha convinto gli sgomberati a rendersi utili lo accusano di essere un comunista.