Roma, 12 nov – “La comunità scientifica è parte della società e non deve considerarsi come separata e indipendente, anzi, essa è chiamata a servire la famiglia umana e il suo sviluppo integrale. I possibili frutti di questa missione di servizio sono innumerevoli. Anzitutto c’è l’immensa crisi dei cambiamenti climatici in atto e la minaccia nucleare. Sulla scia dei miei predecessori, ribadisco la fondamentale importanza di impegnarsi a favore di un mondo senza armi nucleari, e chiedo agli scienziati l’attiva collaborazione al fine di convincere i governanti della inaccettabilità etica di tale armamento a causa dei danni irreparabili che esso causa all’umanità e al pianeta. Pertanto ribadisco altresì la necessità di un disarmo di cui oggi sembra non si parli più a quei tavoli intorno ai quali si prendono le grandi decisioni. Che anch’io possa ringraziare Dio, come fece San Giovanni Paolo II nel suo testamento, perché nel mio pontificato è stata risparmiata al mondo la tragedia immane di una guerra atomica”. Lo dice Papa Francesco nel suo discorso all’assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze.
(Sis)
