(12 novembre 2018) Sulla pagina Facebook “noi votiamo 5 stelle”, “grandissima zoccola” era l’insulto più gettonato tra le decine di analogo contenuto indirizzati alla deputata Ilaria Capua, la scienziata italiana celebre per aver isolato il ceppo dell’aviaria, e accusata di traffico illecito di virus. Per due anni, prima di essere prosciolta e di lasciare l’Italia e il Parlamento per proseguire le sue ricerche negli Stati Uniti, Ilaria Capua fu al centro di una campagna di odio e di dileggio in particolare sui blog vicini al movimento 5 Stelle o nei post sul sito di Beppe Grillo, ora in gran parte rimossi per quel diritto all’oblio di cui anche lì si fa largo uso.
Un trattamento non dissimile fu riservato a Federica Guidi, accusata di avere le mani sporche di petrolio. Le sue dimissioni vennero giudicate dai 5 Stelle un’ammissione di colpa. L’ex ministro dello Sviluppo Economico, a differenza di Ilaria Capua, non poté però esibire una sentenza assolutoria dato che non fu mai neppure incriminata.
Grande enfasi – nei titoli dei giornali e nelle invettive dei 5 stelle – ha accompagnato anche la vicenda processuale di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna assolto dall’accusa di falso ideologico per cui nel 2014 si era dimesso da governatore dell’Emilia Romagna.
Un altro governatore messo alla gogna e alla fine uscito pulito dalla sua vicenda giudiziaria fu Roberto Cota, che dovette però rinunciare alla sua carriera politica.
Nel mirino degli ultras di quella che un tempo era l’opposizione sono finiti anche Clemente Mastella, poi assolto
. Vincenzo De Luca, assolto. Ettore Incalza, assolto, Filippo Penati, assolto; Matteo Richetti, assolto; Calogero Mannino, assolto; Stefano Graziano, assolto; Graziano Cioni, assolto; Raffaella Paita, assolta. A ciascuno di loro, e a molti altri politici poi risultati innocenti, non fu risparmiata la condanna preventiva dello scherno e dell’offesa.
