Roma, 13 nov – “In Parlamento è iniziato l’esame del bilancio preventivo per il 2019 e del bilancio triennale 2019-2021. La proposta del governo è contestata dall’Europa, che denuncia l’aggravamento del deficit e le ipotesi irrealistiche di crescita, mette in fuga i capitali stranieri e spinge in alto lo spread, bruciando miliardi per il pagamento degli interessi, interrompe la ripresa degli investimenti che i precedenti governi avevano avviato, dopo l’uscita dalla crisi, e apre spazi insostenibili di assistenzialismo. Senza parlare della caccia allo straniero che trasuda da ogni angolo del provvedimento e che, migranti tra i migranti, ci ferisce nel profondo. Per gli italiani all’estero le prospettive non sono migliori. Nell’immediato, l’ancoraggio determinato dai governi di centrosinistra nelle politiche che li riguardano consente una copertura fino al 2020, ma appena gli effetti del bilancio triennale del governo Gentiloni cessano, la musica cambia totalmente”. Così si legge in una nota dei parlamentari del PD eletti Estero: Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò e Massimo Ungaro. “Nel 2021, infatti, gli investimenti per l’internazionalizzazione promossi dal Ministero degli esteri precipitano di 13 milioni e quelli per la promozione culturale di 22. Un colpo, insomma, di 35 milioni che rischia di tramortire nella culla la strategia della promozione integrata del Sistema Italia all’estero, che la nostra amministrazione giustamente ha perseguito soprattutto per compensare la stagnazione interna” continuano gli esponenti del Pd. (PO / SEGUE)