Roma, 16 nov – Dopo il parere sugli emendamenti presentati al decreto Genova di fronte alle Commissioni Lavori pubblici e Ambiente, la Commissione Politiche Ue ha ripreso la discussione sulla legge europea: poco meno di 50 gli emendamenti sul tavolo, quattro del relatore Licheri (M5S) e due del Governo, tutti presentati per chiudere o evitare altrettante procedure d’infrazione. Il più importante è quello dell’Esecutivo che interviene sull’assistenza sanitaria agli stranieri (oggi garantita alle stesse condizioni degli italiani a chi ha un permesso di soggiorno di almeno un anno) allargandola agli stranieri (e loro familiari) che hanno il permesso unico lavoro, il permesso per motivi di studio (a patto che svolga un’attività lavorativa o l’abbia svolta per almeno sei mesi e abbia dichiarato la sua immediata disponibilità allo svolgimento della stessa) o il permesso per motivi di ricerca. Per il resto, viene cancellato il contributo di 1 milione all’Istituto Isiamed per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e delle smart city (considerato sospetto aiuto di Stato); il Ministero della Salute e l’Autorità dei trasporti vengono designati come autorità responsabili della vigilanza rispettivamente sui dispositivi medici e sui contratti di programma stipulati dall’Enac per l’adeguamento degli aeroporti maggiori; e viene modificata l’attuale disciplina delle penali e dei termini di pagamento degli acconti nel codice degli appalti pubblici; e si stabilisce la responsabilità dei produttori di combustibile esaurito e rifiuti radioattivi (e dei gestori degli impianti di trattamento) per la sicurezza della gestione di questi materiali, con subentro dello Stato nel caso in cui questi soggetti non siano individuabili, anche nel caso in cui il combustibile o i rifiuti siano spediti all’estero (e dello Stato di provenienza se i rifiuti vengono spediti in Italia). Al momento le votazioni, in mancanza del parere della Commissione Bilancio, non sono ancora iniziate. Rinviato anche il parere, che dovrebbe comunque avanzare semplici osservazioni, al regolamento Ue sulla copertura minima delle perdite sui crediti deteriorati. (Pon)