Roma, 16 nov – Dopo la discussione di questa mattina, si è arrivati alla conclusione di “verificare le potenzialità che potrebbero arrivare dall’opzione inversa senza però ridurre e penalizzare la partecipazione”, ha precisato il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone. Secondo la proposta del Cgie poi, “il ministero dell’Interno provvede direttamente alla stampa e all’invio del plico agli elettori tramite lettera raccomandata o con altro sistema che ne attesti la ricezione da parte dell’elettore stesso”. Sulla tracciabilità, secondo il Cgie “le misure messe in atto dalla Farnesina (codice a barre) sono da mantenere per garantire la tracciabilità dei plichi elettorali. Inoltre, il codice a barre deve servire alla corretta identificazione dell’elettore nelle operazioni di spoglio attraverso l’uso dei lettori assegnati presso i seggi”. Prevista poi “attraverso i mass media, anche locali e anche non di lingua italiana, una capillare campagna pubblicitaria”. La proposta del Cgie si conclude con delle ulteriori considerazioni. In primo luogo, che nell’eventualità di una riduzione del numero dei parlamentari, “in nessun modo questo riguardi il già esiguo numero dei parlamentari eletti all’estero”. Che si ristabilisca, poi, la norma che permette solo a coloro che risiedono all’estero di candidarsi alle elezioni politiche nella Circoscrizione estero. “Altrimenti, pari modo, si dovrebbe concedere agli italiani residenti all’estero il diritto di candidarsi in qualsiasi Collegio del territoriale nazionale”, si legge nella proposta. Eliminata, infine, la parte in cui si parlava di suddividere le attuali quattro Ripartizioni in collegi uninominali. (SEGUE)