Roma, 19 nov – Ma è proprio vero che la generazione di Instagram è pronta a fare qualsiasi lavoro pur di trovare un impiego? Siamo davvero sicuri che i nativi digitali siano disposti ad alzarsi alle 4 di mattina per consegnare una lettera in un paese distante magari 70 chilometri dalla propria casa? Uno studio della rivista Spot and Web dice che non è proprio così, confermando anche la tendenza dei dati Istat di luglio 2018, secondo cui in Italia la disoccupazione giovanile si attesta al 30,8%, un punto in meno rispetto a giugno e il minimo da ottobre 2001, ma allo stesso tempo molto superiore alla media della zona euro che è del 16,6% e inferiore solo a Grecia e Spagna. Una ricerca svolta fra ragazzi di età compresa fra i 16 e 25 anni con titoli di studio svela che ci sono lavori che non si vorrebbero mai fare. In testa c’è quello del lavapiatti (19%) giudicato “sottopagato, faticoso”, segue il ruolo di badante (17%) ritenuto “poco igienico, deprimente e a prova di nervi”. Terzo in classifica il lavoro di postino (14%), “precario, bisogna alzarsi presto la mattina”, a pari merito con l’operatore ecologico, visto ancora come “umiliante socialmente e sporco”. Appena giù dal podio il cameriere (12%), definito “usurante e poco appagante dal punto di vista professionale”. Quinta posizione per il parcheggiatore (10,5%), “poco edificante e incline all’abusivismo”, seguito dall’operaio edile (8%), considerato “troppo pesante e pericoloso allo stesso tempo”. (PO / SEGUE)