Roma, 19 nov – “Il governo italiano intervenga urgentemente nei confronti delle varie autorità libiche per garantire un’evacuazione immediata dei profughi a bordo della nave Nivin, permettendo loro di raggiungere in sicurezza l’Europa attraverso un corridoio umanitario, liberando anche l’equipaggio del cargo che ha solo obbedito agli ordini imposti e che si trova anch’esso ostaggio, da giorni, di una situazione terribile e pericolosa”. È quanto chiedono i deputati di Liberi e Uguali a Palazzo Chigi e ai ministri Moavero e Toninelli, con un’interrogazione parlamentare – primi firmatari Erasmo Palazzotto e Nicola Fratoianni – sulla vicenda del mercantile Nivin bloccato in Libia e con 79 migranti a bordo. Vicenda seguita anche dalla Nave Mare Jonio/Mediterranea, e peraltro coordinata di fatto dalle ricostruzioni giornalistiche dalla Guardia Costiera italiana. “Dei 95 migranti recuperati, 79 sono ancora a bordo della Nivin, in condizioni igienico sanitarie disperate proseguono i deputati di Leu – mentre la Libia, per bocca del comandante Anwar El Sharif, li considera pirati, criminali e terroristi – versione che non trova nessun riscontro- minaccia di far intervenire le forze speciali per evacuare la nave; 14 persone hanno invece accettato di lasciare la nave e sono stati trasferiti in un centro di detenzione. “I migranti rimasti a bordo, si rifiutano di scendere perché, come denuncia anche Amnesty International, non vogliono essere riportati in un centro di detenzione libico dove rischierebbero di subire torture e ulteriori violenze”. “Le proteste a bordo del mercantile dimostrano – concludono Fratoianni e Palazzotto – le condizioni terribili dei centri di detenzione libici per migranti e rifugiati, in cui torture, stupri, pestaggi, estorsioni e ulteriori violenze sono all’ordine del giorno e le stesse persone a bordo del ‘Nivin’ hanno raccontato di aver subito estorsioni, torture e obbligo di lavori forzati”