Roma, 21 nov – La Schlein contesta nel merito la manovra. “Io sono per sfidare i parametri europei, ma non per la flat tax o un finto reddito di cittadinanza, piuttosto per investire, rilanciare l’economia, ridurre le disuguaglianze, superare l’austerità, trovare un modo creativo per superare la crisi”. Alla possibilità che la permanenza in Europa dell’Italia sia in pericolo, la risposta è rassicurante. “A ora la considerazione per uno dei paesi fondatori come l’Italia è ancora alta, ma quella per il governo no. Salvini sta provando a mettersi a capo di un fronte nazionalista europeo con Orban e LePen, creando grande preoccupazione a Strasburgo e Bruxelles, ma l’Italia è considerata ancora importante. Non siamo al livello della Brexit, insomma, che peraltro sta gettando nel panico il Regno Unito, politicamente ed economicamente. Davvero vogliamo questo?”.
Sugli europarlamentari pentastellati e leghisti, la Schlein nota che “sembra esserci una rincorsa a chi è più duro contro l’Europa. Il problema è che dietro a questa decisione ci sono gli altri governi nazionali, la Commissione si limita a vigilare sui parametri tecnici. E’ la solita ambiguità che si riassume nelle contraddizioni enormi di questo governo. In Salvini e i leghisti che dicono che sono contrari ai tagli europei all’agricoltura, essendo i fondi europei molto utili all’Italia. Ma i tagli sono necessari e inevitabili dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa: loro si professano contrari ma allo stesso tempo votano contro l’aumento del bilancio dell’Unione. Oppure vediamo queste contraddizioni in Salvini che si fa i selfie con i migranti arrivati con i corridoi umanitari, ma nello stesso giorno la Lega a Strasburgo vota contro il Visto Umanitario Europeo, necessario per quei corridoi. E’ un’ambiguità che secondo me vedremo anche nella manovra. Il problema è che dell’inaffidabilità dei nostri governi a farne le spese sono sempre i cittadini”.
E così, l’europarlamentare di Possibile si lascia andare a una battuta. “Molto meglio il Parlamento Europeo dei giovani tenutosi in questa settimana. Lasciar loro i nostri posti per un giorno è stato utile e interessante, i loro interventi erano coraggiosi, volti all’integrazione e decisamente più illuminati di quelli che sentiamo normalmente. Sarebbe bello votare più under 30 alle elezioni europee in futuro”.
(PO / red)