Roma, 21 nov – Nelle società moderne il costo per beni e servizi pubblici ricade sempre di più sui contribuenti medi che vedono, pian piano (e ultimamente nemmeno tanto piano) ridurre le proprie capacità di sostenere quest’onere e ridurre il proprio potere di acquisto e il proprio status. Una situazione che finisce per incidere sul progresso e l’innovazione delle società, sulla qualità della vita e sull’efficienza e qualità degli stessi servizi pubblici. Proprio in conseguenza di tutto ciò si allarga la forbice delle disuguaglianze globali, all’interno di singoli territori di uno stesso stato e nella società tutta, allargando a dismisura la forbice tra i pochi (sempre meno) ricchi e i tanti (sempre di più) poveri. Per alcuni studiosi solo un evento straordinario potrebbe capovolgere la tendenza. Intanto Russia, Cina e diversi paesi in via di sviluppo si attrezzano con il controllo dei capitali e pene severe, anche nei confronti di importanti oligarchi. Paesi più attenti ai diritti umani e alle libertà economiche, attraverso lo stato di diritto, per stingere questa forbice dovrebbero, come sosteneva anni fa Thomas Piketty, introdurre una tassa globale sui grandi patrimoni e con l’introduzione di un sistema di tassazione fortemente progressivo. Risultato che potrebbe essere conseguito se Unione Europea e Stati Uniti collaborassero molto strettamente, visto che da soli rappresentano quasi il 25% della produzione mondiale. (SEGUE)