Roma 22 nov – “Durante la lavorazione della serie – ha ricostruito Costanzo – il rapporto con la Ferrante è stato di tipo ottocentesco, attraverso un carteggio, un rapporto solo scritto tramite e-mail, come se lei stesse da un’altra parte del mondo. Abbiamo però instaurato un bellissimo rapporto. Non conosco la sua vera identità, ma non mi importa troppo neanche sapere chi è veramente, come vale per tutti i suoi lettori sparsi nel mondo. Del resto, non ho mai voluto incontrare i miei idoli. La Ferrante ha un senso del cinema e della scena – ha sottolineato il regista – che non è per niente scontato da trovare in una scrittrice. L’aspetto più difficile è stato rendere la stessa densità letteraria. In particolare, ci siamo aiutati durante la fase di scrittura, cercando di disturbarla il meno possibile, anche perché il 95 % del lavoro l’ha fatto già lei scrivendo il romanzo. È stata molto aperta al cambiamento. Ho avuto il sospetto alcune volte che desiderasse forse una trasposizione magari più infedele, non è fatto possessiva coi suoi romanzi. Spero sia soddisfatta del risultato”. Costanzo ha, inoltre, anticipato di star già lavorando alla sceneggiatura del volume successivo all'”Amica geniale”, “perché dentro questa storia si può lavorare tanto, sperimentando anche, grazie all’evoluzione del racconto. Seppur – ha concluso il regista – per me è un’unica storia, non quattro romanzi, come per Elena che ha scritto un unico romanzo, poi diviso in una quadrilogia”. (Pep/ PO)