Roma, 22 nov – “E un grave errore della burocrazia fermare o rallentare i fondi antiviolenza per le donne: così si vanificano tutti gli sforzi fatti con molta fatica in questi anni”. Lo dice Mara Carfagna, parlamentare Fi e vice presidente della Camera, in una intervista al Mattino, nel giorno in cui presenta a Montecitorio “Non è normale che sia normale”, campagna con testimonial d’eccezione contro la violenza sulle donne. “Serve – attacca l’ex ministro delle Pari opportunità – che l’esecutivo operi un cambio di direzione: ho letto il contratto di governo e non c’è traccia di politiche antiviolenza in favore delle donne”, “occorre che le istituzioni operino il massimo impegno per le politiche antiviolenza di genere. Non è pensabile che a causa della burocrazia i fondi vengano erogati con ritardi enormi sul territorio. Proprio ai centri che lavorano e sono presidi importanti per dare una mano a chi è vittima. Stanziarne pochi e bloccarne una parte, è un errore clamoroso. Bisogna aumentarli invece: è il primo punto del piano nazionale antiviolenza che concordai poco prima che il mio governo cadesse nel 2011”, “dobbiamo garantire, come istituzioni, il massimo dell’impegno. Negli ultimi anni fatti passi in avanti su leggi importanti. Penso a quella sullo stalking e alla proposta che ho appena depositato in Manovra per garantire più fondi alle famiglie affidatarie di figli di femminicidio. Perché spesso molti di loro sono affidati a parenti che hanno bisogno di un aiuto economico”. (PO / red)