Roma, 22 nov – Quattro giorni di meeting (di cui il primo di incontri preliminari), 4 pilastri (Shared Security, Shared Prosperity, Migration, Media, Science and Culture), 40 tra presidenti, primi ministri, ministri e organizzazioni internazionali, oltre 1000 leader nel mondo dell’economia, della politica e della cultura, 80 think thanks e istituzionali provenienti da 50 paesi: sono questi i numeri della quarta edizione della conferenza MED – Mediterranean Dialogues, che si svolge a Roma dal fino a sabato. La conferenza è promossa ogni anno dal ministero degli Esteri e dall’ISPI (Italian Institute for International Political Studies) per ridare centralità alla Mediterraneo.
“L’ambizione dei Med Dialogues è quella di continuare a essere un centro di dialogo per confrontare opinioni diverse. Non abbiamo soluzioni ma offriamo spunti di riflessioni e abbiamo la presunzione di poter fornire un metodo di lavoro”, ha spiegato Così Giampiero Massolo, Presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, in apertura della conferenza, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
L’intervento del Presidente Massolo, che ha invocato una “proposta olistica di nuovo umanesimo che metta i valori umani al centro del dialogo, in modo da individuare quei fattori che possano dar vota a un’agenda feconda del Mediterraneo”, è stato seguito dai saluti del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi. “Il Mediterraneo – da ricordato il Ministro – è un crocevia di culture che devono conoscersi meglio per aprirsi l’una con l’altra. È un crocevia politico, perché rappresenta un punto nevralgico del mondo, ma anche un crocevia commerciale”.
(SEGUE)