Roma, 22 nov – Moavero ha voluto ringraziare Paolo Gentiloni, agli Esteri dall’ottobre 2014 al dicembre 2016, a cui si deve l’intuizione dei Med Dialogues: “il merito del mio predecessore è di averli pensati grazie al quale siamo qui ad affrontare il tema del Mediterraneo, un mare che ha fatto la storia e ha unito le tre parti del mondo antico. Unisce per la geografia tre continenti, l’Asia, l’Africa e l’Europa, e ha saputo nel dopoguerra fondare una comunità. Oggi, invece, legge il mondo in una prospettiva euro-baricentrica e questo è un errore: il mondo è globalizzato e nostro compito è quello di ritrovare una funzione ampia”.
Il ministro ha poi sottolineato il ruolo dell’Italia, “di centralità geografica; ruolo che va svolto facilitando la convergenza di tutte le nazioni che gravitano direttamente e indirettamente in tutta l’area e lavorando per favorire condizioni di amicizia”.
Amicizia auspicata anche dal presidente dell’Iraq, Barham Salih, ospite del Forum: “La sconfitta militare di Deash e la costruzione di un nuovo governo a Baghdad possono rappresentare un momento di svolta non solo per l’Iraq, ma per tutto il Medio Oriente allargato. Abbiamo la possibilità di far cambiar rotta alla traiettoria dell’Iraq e riportare il Paese verso la prosperità. In quest’ottica è per noi importante sviluppare i rapporti con tutti i nostri paesi confinanti. È nostro interesse avere buone relazioni anche con la Turchia”. (SEGUE)