Roma, 22 nov – Obiettivi e criteri alla base della riforma di un settore che, negli anni, ha assunto sempre più rilevanza come fattore di crescita e di sviluppo sociale ed economico. Opportunità e criticità per gli enti del terzo settore in relazione agli impatti civilistici e fiscali che deriveranno dell’entrata in vigore della nuova normativa: dai soggetti giuridici che sostituiranno le Onlus alla definizione delle loro attività; dal funzionamento e responsabilità degli organi sociali ai futuri obblighi contabili e criteri di redazione del bilancio. Questi i temi al centro del seminario “La riforma del terzo settore tra proroghe e decreti” organizzato da Legalitax Studio Legale e Tributario con la collaborazione di Banca Finnat, che si è tenuto oggi a Roma a Palazzo Altieri.
Il dipartimento Non Profit di Legalitax Studio Legale e Tributario, specializzato da anni nell’assistenza legale e fiscale di enti del terzo settore ha infatti, sotto il coordinamento di Laura Bellicini, partner di Lagalitax Studio Legale e Tributario, voluto approfondire, in vista dell’entrata in vigore di una riforma attesa da tempo, le valutazioni che tutti gli enti saranno necessariamente chiamati a fare per identificare il corretto inquadramento civilistico e fiscale tra ETS, enti non lucrativi e impresa sociale e le conseguenze cui andranno incontro in relazione alla scelta effettuata.
Questo il commento di Claudio Durigon, Sottosegretario alla Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: “Le azioni del Governo non saranno solo incentrate sulla necessità di continuare un percorso già tracciato. Il compito non è di banale ratifica ma è più complesso ed impegnativo di quanto appaia perché si dovranno rendere effettivi i processi innovativi innestati con la riforma. Il Codice del Terzo settore ha impattato più di 300 mila enti ed associazioni chiamate a intraprendere un percorso di cambiamento che coinvolge sia aspetti di natura civilistica che tributaria. Molti cambiamenti saranno operativi solo quando sarà completo l’iter di costruzione e di impianto del Registro nazionale del Terzo settore. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di conferenza Stato-Regioni, dovrà definire la procedura per l’iscrizione nel registro dei nuovi enti e le modalità con cui gli enti già iscritti nei registri territoriali dovranno “trasmigrare” nel Registro Unico Nazionale. Quindi ci sarà un unico riferimento a cui guarderemo per avere indicazioni sulla trasparenza dei bilanci e sulle attività che svolgeranno gli enti che scelgono di essere ETS. I vantaggi saranno numerosi, cito ad esempio la deducibilità/detraibilità delle erogazioni liberali effettuate a favore degli ETS; il social bonus; le esenzioni e agevolazioni riconosciute ai fini dei tributi locali e delle imposte indirette, il regime di esenzione IRES dei redditi immobiliari riconosciuto alle ODV e alle APS”. (PO / SEGUE)