– Sarà marzo il mese dell’entrata in vigore dei provvedimenti su quota 100, reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza, contenuti nella manovra. Lo conferma il vicepremier Luigi Di Maio, intercettato dai cronisti a Montecitorio. Per quanto riguarda il dibattito in corso sulla legge di bilancio, spiega Di Maio, “Siamo ancora in una fase interlocutoria con l’Unione europea, io parlo di impegni politici, non di impegni tecnici. Ci sono tutte le interlocuzioni in corso”. Di Maio risponde così, indirettamente, alle voci che prevedevano un differimento delle misure: Forza Italia nel pomeriggio, presentando una sorta di “riscrittura” della manovra, affermava che “solo un governo che vive alla giornata e pensa esclusivamente a scavallare le elezioni europee del prossimo maggio potrebbe pensare di risolvere il problema di credibilità e fiducia generato dalla manovra, nel rapporto con l’Europa e i mercati, differendo di qualche mese nel 2019 la decorrenza del sedicente ‘reddito di cittadinanza’ e della ‘sedicente quota 100’”. I circa 1200 emendamenti presentati da Forza Italia vanno nella direzione di eliminare entrambi i provvedimenti, per un totale di 14-15 miliardi di risparmio, di raddoppiare l’attuale dotazione del Fondo Povertà nell’ottica della trasformazione del Reddito di Inclusione in una ‘imposta negativa’; nell’eliminazione delle aliquote Irpef del 38 e 41% e aumento da 75mila a 150mila euro della soglia a partire della scatta l’aliquota del 43%: praticamente un primo passo verso la flat tax. Di Maio intanto oggi ha avuto “un colloquio cordiale con il vicecancelliere e ministro federale delle Finanze della Germania, Olaf Scholz per spiegare nel dettaglio le misure cardine contenute nella legge Di Bilancio” ribadendogli “la ferma intenzione del governo ad abbassare il debito pubblico – accumulato negli anni – agendo attraverso politiche di rilancio dell’economia reale: dagli investimenti al reddito di cittadinanza, con misure Di reinserimento nel mondo del lavoro, alla riforma del sistema pensionistico per permettere di rigenerare la forza lavoro del paese”. Anche Matteo Salvini evita di scendere nel dettaglio e spiega che “i numerini non sono ancora stati oggetto di discussione perché prima si discutono i fatti poi sommando i fatti arriva il numerino. Io penso che l’Europa chieda serietà e noi stiamo preparando una manovra seria”.
(Sis)