Roma, 28 nov – Il rapporto sugli italiani nel Regno Unito presentato oggi alla Camera mette in luce quella che viene definita la “Terza diaspora italiana”. Ci sono circa 700.000 italiani residenti nel Regno Unito, destinazione preferita dalla migrazione recente. E se l’emigrazione italiana si intensifica il Regno Unito ne beneficia. Scelta o necessità – sono tanti infatti i talenti italiani oggi presenti a Londra e non solo – il Regno Unito è in grado di offrire opportunità che l’Italia non è in grado di offrire. “Siamo di fronte a cifre enormi, non più trascurabili con flussi di 130/140mila persone che ogni anno lasciano l’Italia” ha sottolineato Rosa che ha ricordato come l’emigrazione non si sia fatta condizionare dalla Brexit e che rappresenta “un costo per l’Italia di circa l’1% di Pil”. Un dato per farsi un’idea? “È come se ogni anno una città come Livorno o Cremona scomparisse” ha precisato Mondello. A fotografare la presenza italiana nel Regno Unito i numeri della Fondazione Migrantes: “Un quarto degli italiani sono giovani-adulti (25 – 34 anni), – ha precisato Licata – il 21% ha meno di 18 anni, il 54% di questi ultimi meno di 10 anni. Significa che partono famiglie giovani, con figli piccoli”. “Venti anni fa organizzammo un convegno sulla nuova emigrazione professionale all’IIC di Londra, senza renderci conto che era la punta dell’iceberg che sta emergendo ora” ha sottolineato, invece, il senatore Fantetti che ha ricordato che a “Londra, quinta città italiana, c’è anche una grande voglia di considerarsi comunità”. E sui diritti degli italiani residenti in Gran Bretagna è intervenuto Pierluigi Puglia, “non mancherà l’aiuto e l’attenzione dell’Ambasciata britannica in Italia, vorrei rassicurare tutti ancora una volta che i diritti degli italiani verranno rispettati”.(Gil)