Perugia, 28 nov- “Ci attende un lavoro molto difficile ma che in qualche modo sarà epocale perché dovrà rappresentare un nuovo modo di concepire non soltanto la ricostruzione ma anche la messa in sicurezza e la valorizzazione del grande patrimonio culturale della nostra Regione“. E’ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta all’iniziativa organizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria per presentare il programma, che consente di visualizzare attraverso un repertorio di immagini tutti i lavori che si sono svolti nei principali cantieri di ‘messa in sicurezza”, a due anni dalla scossa di terremoto che ha gravemente colpito i comuni della Valnerina, producendo danni notevolissimi al patrimonio culturale riferibile sia ai beni immobili (principalmente chiese) che ai beni mobili di carattere storico-artistico. “La ricostruzione del patrimonio culturale non è soltanto necessaria e dovuta – ha sostenuto la presidente Marini -, ma dovrà essere anche un simbolo della rinascita del territorio. Ed il racconto “in diretta” del restauro delle opere e degli edifici storico-culturali potrà essere anche un grande momento di promozione della nostra regione. Ma questo momento ci permetterà di creare un modello di ricostruzione che migliori il livello di sicurezza del patrimonio culturale, così come è avvenuto, nel 1979 e nel 1997, per le abitazioni ed il patrimonio privato. Contemporaneamente andrà assicurato anche un lavoro accurato di prevenzione su tutto il territorio regionale. E ciò, ricostruzione e prevenzione, potrà avvenire soltanto attraverso la massima collaborazione tra tutti i soggetti, Stato, Regioni, Enti locali, Diocesi, Università ed enti di formazione e di ricerca, che sono impegnati in questo grande processo, così come è avvenuto nella fase dell’emergenza post-sisma con il contributo prezioso dei nuclei specializzati e dei volontari della Protezione Civile. Non sarà un lavoro breve – ha concluso la presidente Marini – ma sarà un lavoro che restituirà un patrimonio di fede, di storia, di cultura ed anche colonna portante dell’economia umbra, ai nostri cittadini che potranno tornare ad avere a disposizione questa autentica ricchezza”.(PO /Com)