Roma, 29 nov – “Il Viceministro – continua la nota – ha incentrato la propria riflessione sulla necessità di attuare una serie di azioni tese ad incentivare la creazione di posti di lavoro in Italia per ridurre il fenomeno della nostra ‘emigrazione economica’. Per Galli, dopo aver promosso una manovra espansiva, dobbiamo sia incentivare le imprese – con la riduzione del cuneo fiscale – sia varare un piano strategico per il Sud, che consenta di superare il condizionamento dei fenomeni di criminalità organizzata”. Per quanto riguarda i lavoratori frontalieri, i rappresentanti del CGIE “hanno illustrato le attività svolte dal tavolo interministeriale creato presso la Farnesina riguardo alla predisposizione di uno Statuto dei Lavoratori Frontalieri e hanno auspicato una presa in carico da parte della politica e del Governo delle problematiche legate al fenomeno del frontalierato nel suo complesso. Si tratta di problematiche legate all’armonizzazione dei diritti previdenziali, a questioni afferenti al fisco, alla gestione dei ristorni con i Paesi interessati, alla inclusione dei lavoratori frontalieri nel quadro delle politiche attive in caso di disoccupazione e molto altro. Anche questo fenomeno peraltro è cresciuto negli ultimi anni arrivando a toccare cifre importanti: più di 90.000 lavoratori frontalieri in totale e quasi 70.000 nella sola Svizzera, generando anche situazioni difficili (come quella dei lavoratori del Casinò di Campione d’Italia, fallito nel luglio scorso e dove oltre 200 lavoratori frontalieri e altrettanti residenti nel canton Ticinio, attendono soluzioni concrete per la loro condizione economica)”. (SEGUE)