“Manca l’informazione, oltre a mancare l’educazione in alcuni casi, e proprio da questi punti stiamo partendo per provare a cambiare alcune idee sbagliate che rischiano di lasciarci sempre agli ultimi posti per sostegno ai disabili. Risulta evidente, come debba essere garantita, in una società come la nostra, l’inclusione di persone che vivono in situazioni critiche e che vengono in maniera fin troppo naturale emarginate. Bisogna cambiare questa tendenza e far sì che il concetto di uguaglianza non sia solo un monito in giornate come quella di oggi”. Lo afferma il presidente di Udicon Denis Nesci in occasione della giornata internazionale dei diritti delle persone disabili. “Dobbiamo ripartire dai piccoli gesti, come il fare attenzione a come e dove si parcheggia una macchina o uno scooter, spesso siamo così distratti da non accorgerci che potremmo rappresentare un ostacolo in più nel percorso di una persona che è costretta a stare su una carrozzina abbiamo cercato di avviare un’attività di sensibilizzazione in questo senso con alcuni progetti in passato, come No problem, dove abbiamo acceso la luce sul tema delle barriere architettoniche. Oggi siamo attivi con un altro progetto, dal titolo ‘Quello che le Persone non dicono – un’inclusione possibile’ dove daremo modo, tra le altre attività, ai bambini disabili di avere un’alternativa dopo il tempo scolastico, dove svagarsi, divertirsi e continuare ad imparare. In Italia mancano, oltre le strutture, anche la volontà da parte di tutti gli stakeholder a fare qualcosa di concreto, basterebbero dei corsi, delle attività pomeridiane, anche solo per far capire l’importanza di una tematica poco affrontata e per questo, troppo spesso, lasciata in un angolo”. (red – 3 dic)