Trento, 3 dic – A portare i saluti della città di Trento, è stato il sindaco Alessandro Andreatta, che ha parlato di famiglie a tutto tondo: “Le politiche per la famiglia non sono solo quelle rivolte a bambini, ragazzi o anziani, ma ci sono politiche davveri trasversali che si occupano della qualità di vita delle famiglie, penso ad esempio alla necessità di garantire parchi in ogni quartiere, piste ciclabili, strutture sportive, biblioteche; oppure a tutto il campo delle fragilità e delle disabilità. C’è ancora tanto lavoro da fare, l’auspicio – sono state le conclusioni del sindaco – è che ci sia molta meno retorica e molta più cultura della famiglia”.
Tre sono poi le attitudini che può sviluppare oggi la famiglia nelle persone, per l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, ovvero: “L’attitudine a dire grazie, perché l’individuo non è l’inizio e la fine del mondo, l’attitudine a destinare la vita a qualcuno e a percepire la bellezza di essere frammento e non tutto, ovvero la capacità di mettersi in relazione. Nelle famiglie – spiega l’arcivescovo – abbiamo sviluppato il meglio di noi”.
Il moderatore e direttore del giornale “L’Adige” Pierangelo Giovanetti ha quindi portato all’attenzione del presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, Gianluigi De Palo, alcuni dati critici in tema di natalità, dal calo demografico rappresentato da 120.000 bambini in meno e il fatto che il 22% delle donne 40enni non ha figli, sebbene in Trentino, grazie anche alle politiche familiari messe in campo in questi anni, la situazione sia migliore. “Senza bambini non abbiamo futuro – ha esordito De Palo – abbiamo bisogno di politica, di fare sintesi perché l’analisi ormai è un dato di fatto. Mi sembra interessante vedere che a livello locale le amministrazioni siano più attente a questo problema, per questo credo sia importante partire proprio dal locale, dall’esempio del Trentino dove questo Festival rappresenta ormai una certezza, un evento in grado di porsi come traino, come modello per altre realtà locali”. (PO / SEGUE)