Roma, 3 dic – Sulla manovra “c’è da allacciarsi le cinture di sicurezza. Le persone normali cominciano ad avere i brividi. L’Italia naviga a vele spiegate verso la recessione. Ora sarà anche vero che il deterioramento dell’economia parte da lontano, ma il colpo di grazia lo hanno dato questi sei mesi di incertezze, demagogie, offese alle autorità europee e di riscoperta assistenziale”, “non è un caso che il Nord produttivo sia un subbuglio e che sabato a Bologna, nella mia città, le piccole imprese abbiano elevato un grido d’allarme pesante: si sentono abbandonate”. Lo afferma Pier Ferdinando Casini in una intervista al Messaggero. E aggiunge: “Conte e Tria sono figli di questa maggioranza: il bilancio di questi mesi per loro non è certo esaltante”, “queste due persone possono salvare la maggioranza gialloverde da un’autentica disfatta. Io spero che ci riescano anche perché chi milita nella minoranza, come me, deve avere a cuore il destino del Paese”. Il leader centrista spiega che evitando il muro contro muro con l’Ue “si darebbe fiato alla discesa dello spread e anche il collocamento dei titoli di Stato sarebbe meno proibitivo. Comunque se anche dovesse andar bene, rimarrà un giudizio severo sul fatto che abbiamo creato due mesi di inutili polemiche che hanno dato credibilità alla Commissione, a discapito dell’Italia”. E se la maggioranza giallo-verde dovesse crollare? “Questa volta non vedo il ritorno di un governo tecnico, semmai il tentativo di dare vita, con qualche pasticcio parlamentare, a una riedizione riveduta e corretta del vecchio centrodestra. Questa volta imperniata su Salvini e non su Berlusconi”, “dopo pochi mesi di legislatura tutto si respira salvo la voglia di elezioni anticipate: si stanno attrezzando i nuovi responsabili che, come gli altri in passato, potranno solo fare una brutta fine”. (red)