Trento, 4 dic – Lavoro, genitorialità, uguaglianza di genere: sono i tre temi cardine del seminario che ha portato oggi al pubblico del Festival della Famiglia di Trento un aggiornamento sulle politiche europee e italiane in merito alla conciliazione famiglia-lavoro. In sintesi è emerso che le politiche di conciliazione devono dare risposte ai bisogni dei cittadini lungo tutto l’arco della vita e devono coinvolgere di più gli uomini per l’uguaglianza di genere ampliando i congedi di paternità e i congedi parentali fruibili in coppia. Inoltre è emerso con forza la necessità di finanziamenti strutturati e non solo “una tantum” nei bilanci dei Governi, al fine di tutelare le donne al lavoro e il loro rientro dopo la maternità. Dopo il saluto di benvenuto di Riccardo Salomone, direttore dell’Agenzia del Lavoro di Trento, ha preso la parola Valeria Viale, ricercatrice dell’Agenzia nazionale per le Politiche attive del Lavoro, che ha illustrato al pubblico alcuni dati statistici sul tema della conciliazione in Europa: “Vorrei presentare i primi risultati dell’analisi qualitativa che abbiamo concluso recentemente usando due indicatori: il 1° è il tasso di occupazione (Italia al 62% e quello soddisfacente per l’UE è il 78%); il 2° indicatore è il gap nel lavoro da un punto di vista delle differenze di genere: in Europa nel 2015 il valore desiderato era l’11% e i dati registrati sono stati al primo posto la Finlandia con il 2%; ultime Italia al 20% e Malta al 27%. Abbiamo quindi analizzato questi dati: al diminuire del gap crescono i tassi di occupazione delle donne”. (SEGUE)