Napoli, 4 dic – C’è anche la riproduzione figurativa di un forno pubblico dove ogni famiglia andava a cuocere il proprio pane. Entrando all’interno di questo villaggio, si giunge alla capanna dove sono riprodotti i tradizionali personaggi della Natività. Il progetto seguito da ingegneri meccanici, è realizzato con “materiale povero”: legno e cartone stampato a colori per offrire l’effetto grafico voluto. Le Edizioni Frate Indovino nascono di fatto con il celebre calendario, uscito con la tiratura di 2.000 copie nel dicembre 1945 per l’anno 1946. Attualmente, tra calendario da parete e quello da scrivania, le spedizioni superano i cinque milioni di pezzi annui. L’almanacco è stato inserito tra i simboli dell’italianità e tra gli oggetti più emblematici della storia del nostro Paese, accanto al Bacio Perugina, la Nutella, la caffettiera Moka Bialetti e pochi altri. La filosofia di Frate Indovino si fonda su due direttrici: la prima è costituita dalle opere caritative e di promozione sociale, vissute come vocazione, sia in Italia che nella ultra centennale Missione in Amazzonia, in un territorio molto vasto che si estende dalla città di Manaus sino ai confini con Colombia e Perù; la seconda è rappresentata dalla divulgazione della cultura, sentita come missione, attraverso le pubblicazioni. (red)