Roma, 5 dic – La “Strage degli alberi” nel nord Italia è il tragico risultato di fenomeni estremi a cui dobbiamo abituarci: a spiegarlo è Giorgio Vacchiano, ecologo dell’Università Statale di Milano e inserito da Nature come uno degli 11 più promettenti ricercatori al mondo. Ad alimentare i venti, con raffiche di oltre 200km/h (217km/h al Passo Rolle, Trento) potrebbe essere stata anche la temperatura record delle acque del Mediterraneo. Secondo Vacchiano, tra gli ospiti di Isola della Sostenibilità 2018 (che si tiene da oggi a venerdì a Roma, al Macro di Testaccio), è necessario educare i più piccoli ai rischi ambientali. Il principale responsabile di quella che i media hanno definito la “strage degli alberi”, 14 milioni di alberi abbattuti, è stato principalmente il vento con raffiche violentissime di oltre 200km/h. “Violenza a cui nessun albero può reggere – ha spiegato il giovane ricercatore italiano – indipendentemente dal tipo di albero o di foresta, che sia completamente naturale o piantata dall’uomo”. Una delle sfide attuali dei ricercatori è quello di capire quali misure siano più efficaci per contenere i danni di fronte a questi eventi meteorologici estremi e indagarne le origini “ma ritengo che i cambiamenti climatici abbiano avuto un certo ruolo”, ha detto Vacchiano. “Il fatto che il Mediterraneo fosse molto caldo in seguito a una estate record – ha proseguito – potrebbe essere stato un fattore che ha aumentato l’intensità dell’evento. Ma per averne certezza servono ancora molti studi”. (SEGUE)