Firenze, 6 dic – “Se noi costruissimo una cartina dell’Europa con quello che è stato fatto grazie ai fondi Ue – prosegue Rossi – scopriremmo che la maggior parte delle cose eccellenti e buone sono state fatte o grazie al fatto che i fondi ci sono stati o che comunque l’Europa è riuscita a dare indirizzi fondamentali e ad aiutare i privati. Anche la partita dei vincoli di cui spesso si discute: a volte mi domando se anche in Toscana siamo convinti che la battaglia per il disinquinamento sarebbe stata così forte senza gli obiettivi e i vincoli della Ue? E’ un grande centro di politica ed elaborazione che punta alla qualità. In Toscana, grazie a queste politiche, sono stati fatti piani urbani, recuperati piccoli teatri, fatto trasferimento tecnologico. Purtroppo partecipiamo poco, ma le volte che io sono venuto a Bruxelles non ho mai trovato le porte chiuse”.
Quanto ai risultati dissimili ottenuti da altre regioni che non sanno spendere bene come la Toscana,”ci vuole un po’ di comprensione – avverte Rossi – se guardiamo ai dati della spesa, ci si accorge che siamo attorno a un 10% in Italia, ma lei sa benissimo che il settennato 2014 2020 si è sbloccato soltanto nel 2016 e quindi di fatto siamo partiti nel 2017. Qui ci vorrebbe un maggiore supporto da parte del governo nazionale. L’Europa, controlla: devo dare atto alla commissaria Cretu di essere venuta più volte, sia nel ruolo positivo di chi vuole sottolineare il valore dei fondi europei, sia nel ruolo di controllo. Avremmo ancora i residui perenti nei bilanci se non ci fosse stata l’Europa ad insegnare all’Italia, agli enti locali e alle Regioni, a rispettare le scadenze. Piano piano sono convinto che anche il Sud comincerà a muoversi positivamente e che entro il 2023 l’Italia sarà uno dei paese che spende bene le risorse che le vengono assegnate”. (red)