Roma, 6 dic – Tuttavia, oggi sono 118 milioni gli arrabbiati con l’Unione, cittadini a rischio povertà che credono che nessuno abbia fatto nulla per ridurre le aree di disagio e per politiche di sostegno: “Anche in Italia è giusto e doveroso discutere in maniera seria e pacata dei problemi trattati nel libro di Sommella – ha fatto notare il Ministro Savona – Il bla bla bla di questi mesi nel mondo della politica è produttivo sulle sorti tragiche dell’Italia nell’Unione, termine che già di sé suscita interrogativi, cela una realtà di tutta evidenza: l’indubbia capacità di organizzazione europea di creare stabilità finanziaria oltre che monetaria, ove per stabilità monetaria intendiamo il controllo dell’inflazione, e di tenere a bada gli arrabbiati da questo punto di vista, ma non di creare sviluppo e una risposta ai cittadini per fortuna non ancora del tutto arrabbiati”. Europeista convinto (tanto da aver dato vita dal 2015 alla associazione no profit La Nuova Europa), Sommella sostiene a gran voce che il problema dell’Europa sia stato “esprimersi troppo con i numeri”. Per poi aggiungere: “C’è l’esigenza di far eleggere il commissario europeo dai cittadini, di avere un unico ministro del Tesoro e andare avanti nel fare l’Europa, facendo un paese unico, con un debito unico e un esercito, lungo quella strada già intrapresa dagli Stati Uniti ne 1755”.
Come pacificare gli arrabbiati? Affrontando il problema principale del molto occidentale, che Sommella individua nei monopoli: “La ricchezza oggi non fa altro che creare altra ricchezza: ci sono soldi in Europa che vengono parcheggiati senza che producano altro che altri soldi. Eppure avremmo gli strumenti per combatterli, grazie all’anti trust e alla tutela dei consumatori. Marx rimarrebbe stupefatto nell’accorgersi che il capitale oggi non crea più lavoro, ma solo altro profitto. La risposta? Può solo essere unitaria e non di fazioni, ma del paese tutto”. Le nuove generazioni, la risorsa: a loro è affidata la chiusura del libro, il Manifesto dei giovani europei, firmato da 135 ragazzi e ragazze Ventotene nel maggio del 2018, e la speranza di frenare le recrudescenze sovraniste. (bur)