Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico, cui tanto Zingaretti che Martina vorrebbero affidargli un ruolo nel voto europeo, lancia l’ennesimo appello in una intervista a Repubblica: “Gentiloni non si sottragga al ruolo che gli compete: è punto di riferimento e non può stare alla finestra. È lui che deve chiamare il time out nel Pd, è lui che deve scendere in campo. Altrimenti la sua diventa una scelta di rinuncia dannosa per il Pd e per l’Italia”. Ma sulla possibilità di candidarsi alle europee, replica: “Grazie, ma non si tratta di mettere figurine… ci sarò se ci sarà un progetto politico ampio e serio”. E se il time out non ci sarà, chi sosterrà nel Pd? “A questo punto, dopo aver sostenuto Minniti, non avrebbe senso, non entrerei nella battaglia”. Quindi precisa: “Gli allenatori quando vedono che la partita va male e la squadra è sbandata chiedono una pausa per definire un nuovo schema di gioco. Il congresso, che si sarebbe dovuto fare a settembre scorso, è oggi fuori tempo. Andrebbe sospeso fino a dopo le europee”. Poi delle primarie dice: “Come facciamo a decidere come andare alle europee senza sapere chi starà dentro o chi starà fuori. La vittoria di Zingaretti rischia di essere una vittoria di Pirro, in cui metà partito non si sente più rappresentato. Sospendiamo il congresso con Gentiloni presidente di transizione e una segreteria larga e un luogo di coordinamento dell’opposizione: da Pizzarotti a Emma Bonino”. Inoltre si rivolge a Matteo Renzi: “Deve dire cosa vuole fare. Non credo ci sia niente di male nel fatto che voglia creare un suo partito, ma occorre saperlo per tempo. Se lo fa è uno dei soggetti da coinvolgere nel fronte democratico per le europee”, “per me la scommessa è ampliare il fronte, non frammentarlo. È costruire una grande lista democratica per le europee. Se Salvini vince, l’Italia rischia di scivolare ai margini dell’Europa e avere come punto di riferimento la Russia di Putin. E non è una mia analisi, è quello che Salvini dichiara di volere: una democrazia illiberale fuori dall’Occidente”. (10 dic – red)