Roma, 11 dic – La stagione influenzale è iniziata da poco e nonostante in Italia la circolazione dei virus influenzali sia ancora a livelli di base, sono complessivamente 647mila i casi stimati dall’inizio della sorveglianza, 152mila dei quali registrati solo nella 48ma settimana del 2018. Ogni anno, in Italia, la frequenza con cui insorgono i casi di influenza si aggira mediamente intorno al 9% della popolazione generale, mentre nella fascia di età 0–14 anni, che è quella più colpita, l’incidenza è mediamente pari a circa il 26%. Per quanto riguarda l’Europa, si stima che ogni anno si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e che tra i 15.000 e i 70.000 cittadini europei muoiono ogni anno di cause associate alla malattia. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente tra quelli con condizioni cliniche croniche di base. Inoltre, tra assenze dal lavoro, spesa per farmaci e assistenza, i dati indicano che le famiglie italiane spenderanno 8,6 miliardi di euro e lo Stato 2,1 miliardi, per un totale di ben 10,7 miliardi: quasi quanto una manovra economica. L’influenza ogni anno colpisce milioni di persone e ha un forte impatto economico dovuto dai costi diretti e indiretti legati alla gestione dei casi e delle complicanze ad essi associate. La maggioranza dei costi deriva dall’assenteismo lavorativo e/o scolastico indotto dall’infezione influenzale o simil-influenzale, oltre che dalla spesa per farmaci sintomatici di fascia C e quindi a totale carico del cittadino: per antitosse, mucolitici, antinfiammatori e aerosol si spendono circa 27 euro l’anno, mentre per il vaccino antinfluenzale, che potrebbe evitare molti dei casi di infezione, appena 2,40 euro. I vaccini si confermano come arma di prevenzione più efficace e a basso costo, ed è importante che la popolazione comprende la loro importanza. Anche perché saranno proprio i cittadini, quasi senza accorgersene, a spendere di più. Infatti si stima che spenderanno in media 250 euro per influenza e sindromi parainfluenzali e, tenuto conto che ogni famiglia ha 2,3 componenti di media, l’esborso sarà il doppio rispetto a quello del Servizio sanitario nazionale, che per ogni malato spenderà 62 euro l’anno. (SEGUE)