Roma, 11 dic – La trasmissione dell’influenza avviene in modo semplice perché bastano le goccioline diffuse attraverso la tosse o gli starnuti e attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie contaminate. Il periodo di incubazione è solitamente breve e ha una durata di circa due giorni, ma può arrivare anche a quattro. Gli adulti possono diffondere il virus dell’influenza già a partire da un giorno prima che i sintomi si manifestino, fino a cinque giorni dopo l’inizio degli stessi, mentre i bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito possono essere più contagiosi. La vaccinazione è sempre la forma più efficace di prevenzione dell’influenza. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 indicano tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75% come obiettivo minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio. Il periodo più indicato per vaccinarsi va da metà ottobre a fine dicembre, ma bisogna tenere a mente che l’immunità indotta dal vaccino declina nell’arco di 6-8 mesi, quindi è necessario vaccinarsi ad ogni inizio di stagione influenzale. Una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile. Infatti, per i bambini che hanno meno di 9 anni e che non sono mai stati vaccinati prima, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane. I sintoni influenzali, che conosciamo bene tutti, sono caratterizzati da: febbre, che si presenta in modo improvviso ed è generalmente alta, superiore ai 38°C; tosse (di solito secca); dolori ossei e muscolari diffusi; mal di testa; spossatezza; mal di gola e congestione nasale. La tosse può essere grave e molto fastidiosa, e può durare 2 o più settimane. Possono inoltre essere presenti altri sintomi, come fotofobia (eccessiva sensibilità e intolleranza alla luce) e inappetenza, mentre non sono comuni sintomi a carico del tratto gastrointestinale, come nausea, vomito, diarrea, poiché di solito sono provocati da virus simil-influenzali, che possono presentarsi soprattutto nei bambini. (SEGUE)