Roma, 13 dic – L’Indagine AlmaDiploma rileva che all’interno dei programmi di alternanza scuola-lavoro, definitivamente entrati a regime nella totalità dei programmi scolastici, le attività più diffuse sono gli stage (81,5%); seguono le attività di formazione sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (42,6%) e l’impresa formativa simulata (21,6%). Un altro 17,1% dichiara di avere svolto altre attività di alternanza scuola-lavoro, tra le quali guide turistiche e museali, bibliotecari, educatori, tutor e partecipazioni a laboratori e workshop tematici.
Gli stage (81,5%) sono di gran lunga l’attività più diffusa. La quasi totalità dei diplomati professionali e tecnici dichiara di averne svolto uno nel triennio conclusivo (97,5% e 94,7% rispettivamente), mentre tra i liceali la quota raggiunge il 69,6%. L’Indagine mette in evidenza la coerenza tra l’indirizzo di studio e il settore nel quale l’attività di stage si è realizzata: i liceali svolgono queste attività prevalentemente nei settori servizi culturali, ricreativi e sportivi (22,8%) e istruzione (17,4%); i tecnici in misura maggiore nei settori informatico, ricerca e servizi alla imprese (21,9%) e attività manifatturiere e costruzioni (20,2%); i professionali nei settori alberghi e ristoranti (24,6%) e attività manifatturiere e costruzioni (15,3%). Il 27,9% dei diplomati ha svolto esperienze di breve durata, entro le 80 ore; mentre il 16,1% attività di durata intermedia (81-150 ore) e il 50,3% di lunga durata (oltre 150 ore). Le attività di lunga durata sono più frequenti proprio dove lo stage è più diffuso: nei professionali, infatti, i tre quarti di queste esperienze (75,8%) superano le 150 ore, contro il 65,7% nei tecnici e il 29,5% nei licei. Lo stage è considerato dai giovani un’esperienza molto positiva: i dati mostrano infatti che la soddisfazione è maggiore proprio dove è più diffusa, soprattutto tra gli indirizzi professionali e tecnici. (RED)