Roma, 18 dic – “In questo momento, in Italia – aggiunge – un imprenditore che si fa due conti sulla corruzione e sulla possibilità di essere scoperto, di certo è indotto dal nostro sistema a pensare che può farla franca, che la sua impresa può vincere se corrompe, che il pubblico ufficiale molto spesso non verrà mai intercettato nell’opera di ricezione di queste mazzette e che, se anche viene scoperto, con tempi ovviamente molto lunghi, molto probabilmente non si farà un giorno di carcere e molto probabilmente potrà ritornare in tempi brevi a ricontrattare con la pubblica amministrazione”. (Roc)