Prepararsi all’evenienza peggiore sul caso Brexit, ovvero quella di una uscita della Gran Bretagna senza un deal con l’Europa, per tutelare al meglio i diritti acquisiti del milione di cittadini italiani residenti in Uk, attraverso due diversi disegni di legge: il primo, che prevede l’istituzione di una commissione bicamerale di inchiesta sul processo di uscita del Regno Unito; il secondo, una delega al Governo per l’adeguamento normativo nazionale in caso di uscita senza accordo. Sono le proposte elaborate dal Partito democratico, e in particolare dai deputati eletti all’estero Massimo Ungaro e Angela Schirò, presentate oggi alla Camera. Al momento attuale, ha spiegato Ungaro, “non ci sono i voti per approvare l’accordo di uscita alla Camera dei Comuni, c’è quindi l’Ipotesi reale di uscita senza accordo e bisogna farsi trovare preparata a ogni evenienza, perché Londra è la quinta città più grande d’Italia”. La legge delega preparata dal Pd contiene una serie di principi che mirano al riconoscimento delle qualifiche accademiche e professionali acquisite da cittadini italiani nel Regno Unito, al raddoppio del personale consolare, all’accantonamento di risorse per potenziare l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli per far fronte ai controlli doganali delle merci in arrivo dal Regno Unito, alla piena convertibilità dei fondi pensione privati dal Regno Unito verso l’Italia e alla conferma delle modalità di erogazione delle pensioni; al mantenimento del diritto di entrata e di permanenza nel territorio italiano dei cittadini britannici e la reciprocità del diritto, alla negoziazione di accordi bilaterali. “La nostra prima preoccupazione nella Brexit – assicura il capogruppo Graziano Delrio – è per quel milione circa di italiani residente in Gran Bretagna ai quali teniamo molto. Per questo presentiamo queste due leggi di chiara impronta europeista per far riflettere sull’onda nazionalista che adesso porta in Italia a 10 miliardi di revisione di spesa, e a un batter i pugni che ci tiene fuori dalle principali decisioni come nel caso del Global compact”. “Siamo preoccupati – aggiunge Lia Quartapelle – dalla prospettiva di una uscita senza accordo e dall’atteggiamento machista e dal nazionalismo d’accatto del governo. L’Italia è indietro, Francia e Germania hanno già sottoscritto testi del genere, vogliamo dare strumenti di certezza del diritto ai nostri concittadini all’estero”. Angela Schirò ha ricordato tra l’altro come “il decreto sicurezza ci ha messo del suo raddoppiando i tempi di concessione della cittadinanza per i matrimoni tra coppie miste. Bisogna operare perché il nostro Paese, che non capisce la gravità della questione, intraprenda tutte le strade necessarie per garantire i diritti degli italiani”.
(PO / Sis)