Roma, 20 dic – Sarà tripudio di bollicine italiane, vere autentiche superstar dei cenoni con oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare da bottiglie di spumante e prosecco Made in Italy: un +13% rispetto allo scorso anno. Gli italiani continueranno a preferire le bollicine di casa nostra allo champagne.
Fuori dal menù i cibi etnici (sushi, sashimi e vongola del Pacifico), per il menù di Natale, in pole position le eccellenze del Made in Italy: vongole e frutti di mare per i primi piatti (100 milioni di euro); pesce per i secondi piatti (445 milioni di euro); carne, salumi e uova (520 milioni di euro); vini, spumanti e prosecchi (435 milioni di euro); frutta, verdura e ortaggi (400 milioni di euro). Pasta, pane, farina e olio (215 milioni di euro). Non mancherà il tagliere dei formaggi freschi e stagionati italiani (105 milioni). Chiuderà il paniere il ricco carrello dei dolci composto da panettone e pandoro in primis, oltre alle tantissime specialità dolciarie regionali (410 milioni di euro). E se gli italiani sono concordi sul cosa portare in tavola, diverse le scuole di pensiero in cucina. Tra gli over 60 vincono le ricette regionali o di famiglia. Tra i più giovani spopolano blog e app per cercare la ricetta d’effetto: rombo in crosta di cacao; risotto gamberi e liquirizia; filetti di pesce con mele e uva bianca. Non sarà, però, solo un tripudio di spesa e ricchi menù. Sarà un brindisi amaro per oltre 2 milioni di famiglie, pari a 5,1 milioni di persone, che vivono in assoluta povertà. Resta fondamentale, per Confcooperative, individuare risorse e misure di contrasto alla povertà.