Roma, 20 dic – Come ha convinto Di Maio e Salvini ad abbassare i toni? “Ci siamo resi conto tutti che questo non giovava all’interesse del nostro Paese – afferma Giuseppe Conte in una intervista al Corriere della Sera -. E a quel punto, per evitare che il negoziato si complicasse, ho chiesto e ottenuto una linea di comunicazione più attenta”, “i miei vicepremier sono lungimiranti e hanno interesse a riformare questo Paese e a farlo crescere”. Alla domanda “un po’ più di umiltà all’inizio da parte dei suoi due vicepremier non ci avrebbe risparmiato spread in ascesa e miliardi di euro bruciati?” il premier risponde: “Guardando le cose in retrospettiva, non credo che toni meno dialettici avrebbero dato all’Italia quel 2,4 per cento che ci eravamo prefissati all’inizio. Difficile a dirsi col senno di poi. Il nostro obiettivo era quello di poter procedere con una manovra che riflettesse quanto era, a nostro avviso, nell’interesse dei cittadini. Non credo che, affidata a un tono più dialogico, questa soluzione avrebbe ricevuto solo per questo il pieno sostegno della Commissione europea”. Per Conte “con l’Europa bisogna dialogare, sempre. E questo mi pare di averlo fatto con ostinazione. Ma bisogna anche farlo senza rinunciare al proprio programma politico e ai propri obiettivi”, “l’impianto della manovra è rimasto quello iniziale. Ci hanno dato flessibilità e abbiamo introdotto dei meccanismi per reperire le risorse finanziarie”. Infine risponde ad una domanda sul perché non vada molto in tv: “I miei collaboratori vorrebbero che ci andassi di più. Ma la sovraesposizione mediatica non si addice al mio carattere, e non è sempre funzionale a incrementare il consenso”. (red)