Roma, 24 dic – Lo scorso 10 dicembre a Marrakech è stato formalmente approvato dai rappresentanti di circa 150 paesi del mondo il “Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration” delle Nazioni Unite, che stabilisce le norme generali per definire un approccio comune alla migrazione internazionale in tutte le sue dimensioni. Non è altro che una tardiva presa d’atto che le migrazioni sono un fenomeno naturale, esistente da quando l’uomo è comparso sul Pianeta e che se ne possono modificare forme e intensità nel corso della storia, ma nulla può fermarle o impedirle e a poco servono leggi restrittive o, peggio, tendenti a criminalizzare il migrante indesiderato, come sta avvenendo in questi mesi al confine Sud degli Stati Uniti o alle frontiere d’Europa, Italia in testa. Per questo è utile oggi, tra i tanti saggi e opere di narrativa sulle migrazioni, leggere il libro di Domenico Di Cesare, “Migranti” (Castelvecchi, 2018, 128 pagine, 14,5 euro). Un volume nel quale l’autore raccoglie una serie di quindici interviste proprio ai migranti. Interviste che raccontano le storie, le vicissitudini, le peripezie dei richiedenti asilo, soprattutto “non bianchi”. (SEGUE / Ema)