Roma, 24 dic – “Ed eccomi qua con una rinnovata curiosità ed una diversa sensibilità ad affrontare la romana maschera, senza maschera, di Rugantino”, prosegue il mattatore, “Mi incuriosiva reinterpretarlo con una maggiore maturità: Anton Giulio Bragaglia nella sua ‘storia del teatro popolare romano’ dice che Rugantino non necessariamente deve essere giovane e bello. Ahò io ce sto in pieno allora! Altra sfida stuzzicante fare questo Rugantino ‘restaurato’ come si fa con le pellicole di film famosi. Riportarlo ad una freschezza e pulizia originarie nel testo e nella messa in scena. Liberandolo da quelle sovrastrutture poco classiche e meno eleganti. Daje allora con questo nuovo e antico Rugantino: ‘na botta e via! Abbracci e Buon Natale!”. Al fianco di Montesano ci sarà la splendida Serena Autieri, per la prima volta nei panni di Rosetta, ruolo che fu di Alida Chelli. “Credo che Rugantino sia la commedia musicale più rappresentativa della tradizione italiana. Un’opera che ha superato la prova del tempo divenendo un classico, grazie all’immenso talento degli autori e all’audacia della produzione di Garinei e Giovannini”, dichiara l’attrice napoletana, “Rugantino dà il via alla fortunata unione creativa tra Luigi Magni e Armando Trovajoli che ha cristallizzato atmosfere, ambientazioni storiche e personaggi della Roma papalina nell’immaginario comune, rendendoli universali”. “Nelle scelte che faccio ricerco sempre la possibilità di una crescita professionale e so che il personaggio di Rosetta mi arricchirà moltissimo; così altera, riottosa, forte ma allo stesso tempo così dolce, amorevole e femminile”, prosegue Serena Autieri, “Uno dei ruoli più intriganti mai scritti, Rosetta è Roma. A ciò si aggiunge la possibilità di lavorare con un grande Maestro e storico Rugantino, Enrico Montesano. Credo fortemente nella tradizione del Sistina, ora portata avanti con coraggio e capacità da Massimo Romeo Piparo e spero di riuscire a dare un contributo significativo per mantenerla solida. Negli anni ho avuto tante volte il privilegio di cantare diretta dal Maestro Trovajoli. A volte in occasioni pubbliche o private ho cantato con lui al piano Roma nun fa la stupida stasera. Ricordo ancora ogni gesto, ogni ‘sguardaccio’, ogni pausa, i suoi sorrisi d’approvazione e la complicità che si creava. Li porterò tutti in scena nella mia Rosetta”. (PO / SEGUE)