Roma, 27 dic – La senatrice parla poi della sua esperienza all’estero, “fondamentale per indirizzare la mia vita verso lo studio della malattia di Huntington. L’ estero è stato una parentesi, l’avventura continua ancora oggi dall’ Italia, in un laboratorio di ricerca alla Statale di Milano. Però capisco quanti decidono di realizzarsi all’ estero. Il nostro Paese purtroppo stenta a comprendere il valore delle idee in tutti i campi del sapere; da anni i nostri governi pur con rare e preziose eccezioni hanno rinunciato a investire seriamente in ricerca. Un Paese che non investe nelle idee si rintana nel passato, rinuncia a innovarsi, perde le passioni, il sentirsi parte di qualcosa che è più grande del singolo, e cioè la nostra coesione sociale”. Quali consigli dà a giovani laureati che ricevono le lusinghe dall’estero? “Non c’è una ricetta valida per tutti. Il mio consiglio ai giovani è di inseguire le proprie passioni, accumulando quanta più esperienza possibile, in Italia come all’ estero, e non abbandonare mai le proprie idee, ma esporsi anche pubblicamente, se necessario, per difenderle. Bisogna rimboccarsi le maniche e partecipare alla costruzione delle nostre società. Il mio augurio è che scelgano di farlo in Italia, agendo perché le cose che oggi non vanno possano migliorare per tutti”. (PO / BIG ITALY / Red)