Roma, 27 dic – Se si misura la capacità di produzione degli operatori del settore in termini di tiratura, si rileva che circa il 23% dei piccoli editori stampa non più di mille copie all’anno a fronte del 6% appena dei grandi marchi. Questi ultimi, di converso, nell’85% dei casi stampano più di 2 mila copie in un anno. È quanto si legge nel rapporto Istat “Produzione e lettura di libri in Italia”, riferito all’anno 2017. A fronte di una capacità di produzione quantitativamente circoscritta, i piccoli editori mostrano una più elevata propensione alla specializzazione tematica delle proposte editoriali, orientando la propria offerta verso un target estremamente specifico. Oltre il 57% dei piccoli editori ha infatti una linea di produzione editoriale tendenzialmente monotematica, dal momento che tre titoli pubblicati su quattro afferiscono alla stessa materia. La quota scende al 30,9% per i grandi editori e al 26,6% per i medi. Inoltre, la composizione percentuale degli editori “specializzati” per dimensione evidenzia che per oltre il 70% si tratta di piccoli editori e solo per il 10,7% di grandi marchi. (Red)