Roma, 27 dic – Il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon sostiene, in una intervista a Repubblica, che quota 100 sarà “una grande picconata alla legge Fornero”. “Consentiamo alle persone – afferma – di andare in pensione a 62 anni e con 38 di contributi. Anziché aspettare 67 anni o 43 anni e 3 mesi di versamenti. Non solo. Il requisito per l’anzianità lo blocchiamo a 42 anni e 10 mesi. Tra tre anni lo abbasseremo a 41. A me sembra una grande picconata alla Fornero. Presto sarà solo un cattivo ricordo”. E smentisce che si faccia cassa sulle pensioni medie per finanziare quota 100: “Falso. Nel 2019 ci sarà un guadagno per tutte le pensioni. Ripeto: tutte. Minore solo per quelle alte. Gestiamo in modo più efficiente di Letta e Prodi la rivalutazione all’inflazione. Un’equa redistribuzione, direi. E poi ce l’ha chiesta l’Europa che sembra apprezzarla”, “il ministro Tria ha gestito nel migliore dei modi la trattativa con l’Europa e mantenuto tutti i nostri obiettivi: quota 100 e reddito di cittadinanza”, “faremo un decreto legge unico nella seconda settimana di gennaio”. Nel decreto ci sarà anche quota 41 nel 2022? “No, non è coperta da questa Finanziaria. Prima vediamo come quota 100 riesce a svuotare il bacino in questi tre anni. L’obiettivo primario è mandare gli italiani in pensione con 41 anni di contributi. E magari tenere quota 100 solo per i lavori usuranti e gravosi”. Spiega inoltre che le finestre “non servono per abbassare la spesa” ma “a tutelare l’lnps. Tra reddito di cittadinanza e pensioni avrebbe avuto difficoltà nella gestione. Chi matura i requisiti a gennaio – almeno 62 anni e 38 di contributi – andrà in pensione l’1 aprile. Se statale, il primo luglio. E così via: 3 mesi di finestra, 6 per i pubblici”, “la finestra ci aiuta a non lasciare sguarniti gli uffici pubblici. E a darci tutto il tempo per fare i concorsi”. Quante persone andranno in pensione nel 2019? “La platea di quota 100 arriva a 350 mila, di cui 120 mila statali. A questi si aggiungono 150.160 mila uscite ordinarie. In totale mezzo milione di pensionati. Ma non tutti quelli che hanno i requisiti per quota 100 faranno domanda” e “14 miliardi per il 2019 sono assolutamente capienti. Non ci saranno stop o rubinetti. Tutti coloro che lo desiderano e hanno i requisiti andranno in pensione”. (red)