Roma, 28 dic – “Il mio amato padre, un meraviglioso uomo di famiglia, un autore, un uomo di pace e moderazione, è morto oggi serenamente dopo una breve battaglia contro il cancro. Era circondato da coloro che lo amavano e lo ha saputo fino alla fine. Possa la sua buona eredità continuare a cambiare il mondo”: ad annunciare la morte di Amos Oz, all’età di 79 anni, sua figlia Fania su Twitter. L’autore di “Una storia d’amore e tenebra” – un romanzo autobiografico in cui attraverso la storia della sua famiglia racconta le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico – è stato uno degli scrittori israeliani più influenti e tradotti in tutto il mondo, più volte candidato al Nobel. Laureatosi in letteratura e filosofia all’Università ebraica di Gerusalemme, ha poi studiato a Oxford. Negli anni Sessanta, insieme con altri scrittori come Yehoshua e Grossman, ha aderito al movimento pacifista “Pace ora”. Intellettuale impegnato politicamente per la soluzione dei due Stati nel conflitto israelo-palestinese, Oz è stato un convinto sostenitore degli accordi di Oslo e del dialogo con l’Olp, vicino alle posizioni di Shimon Peres: “Due guerre israelo-palestinesi sono scoppiate in questa regione – scriveva lo scrittore nel 2002 – Una è quella della nazione palestinese per la sua libertà dall’occupazione e per il suo diritto a essere uno Stato indipendente. Tutte le persone rispettabili dovrebbero sostenere questa causa. La seconda guerra è mossa dall’Islam fanatico, dall’Iran a Gaza e dal Libano a Ramallah, per distruggere Israele e cacciare gli ebrei dalla loro terra. Tutte le persone rispettabili dovrebbero aborrire questa causa”. (SEGUE)