Roma, 1 gen – “Le risorse europee per la coesione, per il ciclo 2021-2027, soprattutto a fronte degli squilibri macroeconomici, sociali e territoriali dell’Europa e dell’Italia, sono insufficienti. Rispetto alla programmazione del periodo precedente, 2014-2020, prevedono un taglio di circa il 10%. L’Italia non beneficia pienamente delle opportunità offerte dall’Unione, presentando molteplici elementi di criticità. È evidente che sussiste un problema del Sistema-Paese nell’approccio ai fondi strutturali. Per questo, il CNEL esprime preoccupazione in ordine a una serie di misure che, rispondendo prioritariamente a esigenze di controllo della spesa, di fatto indeboliscono gli obiettivi di coesione e mettono a rischio gli investimenti proprio in quei territori caratterizzati da maggiori difficoltà strutturali come il Mezzogiorno”. È quanto sostiene il CNEL nel documento di Osservazioni e Proposte su “I fondi strutturali europei: elementi di criticità del sistema-Paese Italia”, emanato in ottemperanza dell’art. 10 della legge 936/1986 secondo cui è chiamato ad “esaminare, sulla base dei rapporti predisposti dal Governo, le politiche comunitarie e la loro attuazione” e all’art. 28 della legge 234/2012, che prevede che il CNEL faccia “pervenire alle Camere e al Governo le valutazioni e i contributi che ritiene opportuni sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea”. (UE / SEGUE)