Roma, 1 gen – “In ordine alla programmazione delle risorse, il CNEL apprezza le misure riferite alla concentrazione degli obiettivi, alla semplificazione delle procedure, alla flessibilità degli impieghi delle risorse, alla proporzionalità degli oneri amministrativi proposte dalla Commissione europea, ma insiste sull’individuazione di ulteriori modalità di riduzione del carico amministrativo sulle autorità che gestiscono i fondi e sui beneficiari dei contributi comunitari e sull’adozione di criteri che, coerentemente con gli obiettivi della programmazione, liberino risorse a sostegno delle politiche di coesione degli Stati membri della UE – si legge in una nota del Cnel -. In tal senso, pur condividendo le segnalazioni espresse nella Relazione del Governo inerente la proposta di Regolamento 375/2018, il CNEL chiede di escludere dal calcolo del deficit la quota nazionale di cofinanziamento”. Per il periodo 2014-2020 alla politica di coesione è stato destinato un terzo delle risorse previste nel bilancio UE, per un investimento di 351,8mld. A questi si aggiungono i contributi nazionali e gli altri investimenti privati, per un impatto stimabile in circa 450mld. Le risorse messe a disposizione dall’Unione sono aggiuntive, non sostitutive, rispetto al finanziamento delle politiche da parte di ogni Stato membro, e questo nel rispetto del principio di addizionalità delle risorse UE, in base al quale alle dotazioni finanziarie dei Fondi europei non devono corrispondere riduzioni degli investimenti strutturali nazionali nelle regioni interessate dall’intervento comunitario. (UE / SEGUE)