Roma, 2 gen – La qualità della pizza è legata all’uso di materie prime e delle tecniche d’impasto: acqua, farina, lievito e sale, comuni a tutte le tradizioni regionali formalmente e anche più informalmente identificate. La fase di lievitazione/fermentazione dell’impasto è il primo momento critico della preparazione della pizza, in cui qualsiasi variazione dei parametri (temperatura, umidità, concentrazione salina, pH) può influire sulle caratteristiche del prodotto finito, rischiando di renderla non appetibile. A condimento della pizza Napoletana troviamo le materie prime originarie del territorio di appartenenza della pizza come il pomodoro di San Marzano, il fior di latte di Agerola, il pomodoro giallo del Piennolo e le Alici di Cetara. Una delle prime pizze a nascere nel territorio campano è la “Cosacca” realizzata con pomodorino di Corbara, strutto, basilico e pecorino, oppure la Mastro Nicola che prende il nome proprio dal pizzaiolo che l’ha inventata. Ad oggi le pizze Napoletane più riconosciute a livello mondiale sono la Margherita e la Marinara, apprezzate proprio per la loro semplicità. La cottura nel forno a legna è fondamentale per la pizza napoletana. (SEGUE)