Roma, 2 gen – Non “un atto di disobbedienza civile” né di “obiezione di coscienza”, ma solo “l’applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese”. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha dato disposizione di non applicare a Palermo le misure del Decreto sicurezza – nella parte che riguarda i migranti – e in una conferenza stampa spiega il perché. “Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno: ci sono migliaia, decine di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’INPS e fra qualche settimana o mese saranno ‘senza documenti’ e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità, non combatterla o prevenirla”, sottolinea Orlando illustrando la nota inviata al capoarea dell’Anagrafe per chiedere di svolgere un’approfondita analisi dei profili giuridici che derivano dal Decreto sicurezza. Nell’attesa, il sindaco di Palermo ha disposto “di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”. Il Decreto sicurezza è “un provvedimento disumano perché, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti”, prosegue Orlando rispondendo al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (“Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza’ sugli immigrati…”, aveva scritto questa mattina sui social). (SEGUE)