Roma, 4 gen – È stato espulso dal M5s ma Gregorio De Falco, con lo stesso piglio con cui ordinò a Schettino di tomare sulla Costa Concordia con la celebre frase “salga a bordo, c. . .”, è pronto a dar battaglia. Insomma, perché l’hanno cacciata dal Movimento? “Le motivazioni dell’espulsione io non credo neanche siano esaustive – afferma in un’intervista a Il Giornale –. Il provvedimento non reca una firma. In maniera generica si evoca questa figura ‘mitologica’ dei probiviri. Credo non sia legale e questo mi conferma un modo di fare improvvisato. Mi si imputa di aver espresso, in alcune circostanze, opinioni e voti in dissenso dalle indicazioni del gruppo. Il codice etico prevede che se c’è un presidente del Consiglio espressione dei 5 stelle il parlamentare sia tenuto a dare la fiducia”. Ma lei non lo ha fatto. . . “Qui abbiamo una situazione differente, perché il presidente del Consiglio non è espressione del M5s, ma di un accordo con la Lega. Le soluzioni portate sono diverse rispetto al programma dei 5 stelle. In particolare, sul punto del Decreto sicurezza, c’è un quasi totale annullamento degli Sprar per cui era previsto un potenziamento”. Concorda con il sindaco Orlando e i disobbedienti? “I sindaci stanno facendo ciò che giocoforza si deve fare. Per far sì che emerga l’incostituzionalità è necessario lo dica la Corte costituzionale”. “Non serve una grande capacità per capire per quale motivo il Movimento sta perdendo consensi: perché si sta appiattendo su tutti i temi della Lega. Addirittura su quello dell’autonomia, che in realtà è secessione”. (red)