Roma, 4 gen – Il processo è regolato da un algoritmo, capace di separare il segnale proveniente dal cervello da quello ‘di ritorno’ generato dallo stesso dispositivo per arrestare i segnali elettrici inviati dal cervello prima che raggiungano i muscoli, evitando così movimenti involontari. «Questo apparecchio può essere realmente innovativo – spiega Rikky Muller, ricercatrice dell’Università di Berkeley e confondatrice dell’azienda, inserita dal Mit nella lista degli scienziati under 35 più innovativi – perché il soggetto è completamente libero di muoversi e la macchina può capire da sola quando e come interferire con i movimenti. Un giorno potrebbe avere applicazioni per una serie di malattie che colpiscono i movimenti, inclusi i traumi della spina dorsale e l’epilessia». Un progetto diverso da altri, come ad esempio quello di Elon Musk,che mira, invece, a far comandare il computer con l’intelletto. Grazie a Wand per la prima volta sembra possibile interagire con il cervello senza apparecchi ingombranti che limitano in spazi ristretti i tester. (Pep)