Roma, 8 gen – “In mancanza di un provvedimento adottato dal ministro dei Trasporti ai sensi dell’articolo 83 del Codice di navigazione, i porti restano ovviamente aperti. Dunque le autorità portuali hanno fondate ragioni per ritenerne irregolare la chiusura. Va detto tuttavia che i presidenti delle autorità portuali non hanno alcuna competenza in tema di assegnazione degli accosti”. Così oò comandante Gregorio De Falco, senatore Cinque Stelle ora indipendente e a lungo a capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, commenta li stallo sulle due navi di Sea Watch e Sea Eye ferme al largo di Malta, in una intervista al Mattino. E aggiunge: “In assenza di un provvedimento scritto, l’unico modo per lasciar fuori una nave è non assegnarle una banchina”. Ma perché il ministro Salvini dice che i porti sono chiusi? “Quando una nave si avvicina al porto, chiede l’autorizzazione ad entrare. Ma in assenza del permesso, non può farlo. Salvini fa leva sulla mancata autorizzazione. Si cerca di fare in modo che il comandante di porto non risponda alle richieste formali”. E se la domanda di Sea Watch arrivasse, che succederebbe? “Normalmente pensa agli adempimenti burocratici chi ha coordinato i soccorsi. Ma in questo caso, per uscire dallo stallo, basterebbe che il comandante della nave soccorritrice facesse richiesta di ingresso alla capitaneria di porto da lui prescelta. La decisione spetta al comandante del porto. Va però precisato che se l’imbarcazione dichiara uno stato di emergenza, un’eventuale omissione di soccorso da parte delle autorità portuali potrebbe assumere rilievo penale” e “spetta al coordinatore dei soccorsi decidere quale possa essere il punto di sbarco più appropriato. Viceversa: se per qualsiasi motivo non ci sia stato coordinamento dei soccorsi, il comandante della nave si dirige verso il porto che ritiene sicuro e chiede di entrare”, “i soccorsi prevalgono su tutto” e “chi dovesse sbarcare da noi, potrebbe far richiesta di accoglienza a Brema o Amburgo ad esempio, città che hanno già dato disponibilità ad accogliere i naufraghi”. (red)