Milano, 10 gen – La forza di marea è un effetto secondario della forza di gravità. Quando un oggetto molto grande subisce l’influenza gravitazionale di un altro, la forza gravitazionale può distorcerne la forma, fino a distruggerlo. E’ quello che capita alle stelle quando avvicinandosi troppo ad un buco nero ne vengono polverizzate. Gli eventi di distruzione mareale (TDE) di stelle sono relativamente rari (uno ogni 10.000 anni per galassia). Questo tipo di condizione consente importanti osservazioni poiché permette di studiare in dettaglio buchi neri che normalmente sarebbero invisibili mentre, in seguito alla distruzione della stella, “mangiando” i detriti stellari, i buchi neri si “accendono” all’improvviso, acquistando in questo modo visibilità. Inoltre, arrivando vicinissimi al buco nero, i detriti stessi possono darci informazioni legate ad effetti relativistici, come ad esempio la possibilità che il buco nero possieda “spin”, ovvero sia in rapida rotazione su sè stesso. Nel lavoro appena uscito su Science e al quale ha preso parte Giuseppe Lodato, docente del Dipartimento di Fisica della Statale di Milano, gli scienziati hanno scoperto in un buco nero supermassiccio una rapida oscillazione quasi-periodica (QPO – quasi periodic oscillation), originatasi in seguito alla distruzione di una stella da parte della forza di marea del buco nero. (BIG ITALY / SEGUE)
